Atticus Finch ieri e oggi: rileggere Il buio oltre la siepe e Va’, metti una sentinella di Harper Lee

Quando si parla dell’avvocato Atticus Finch, molti di noi pensano immediatamente all’incarnazione dell’integrità morale, dell’onestà e della giustizia. È il simbolo de Il buio oltre la siepe (To Kill a Mockingbird, 1960), il romanzo che ha segnato generazioni, offrendo una lezione potente contro il razzismo e il pregiudizio. Ma poi è arrivato alle stampe l’unico altro libro scritto da Harper Lee Va’, metti una sentinella pubblicato abbondantemente postumo (in Italia da Feltrinelli nel 2015), in realtà scritto prima del romanzo più famoso. Ebbene, in questo libro il ritratto di Atticus Finch, così nitido e integerrimo, si incrina, lasciandoci a dir poco disorientati.

Se ne Il buio oltre la siepe Atticus è un faro di coerenza etica che difende un afroamericano ingiustamente accusato, senza paura delle pressioni sociali del profondo sud dell’America segregazionista, in Va’, metti una sentinella il personaggio viene completamente riscritto dal punto di vista morale.

Incredibilmente, scopriamo un Atticus che partecipa a riunioni segregazioniste e sembra accettare o comunque tollerare, ideologie razziste.

Anche questa volta sono gli occhi della figlia Scout a offrirci l’immagine del padre. Ma ne Il buio oltre la siepe il racconto è quello di una ragazzina affascinata da un padre ideale, mentre in Va’, metti una sentinella è quello una giovane donna che non si fa più chiamare col soprannome di Scout e usa il suo vero nome di Jean Louise e guarda, come una sentinella distaccata, il proprio genitore.

Il crollo dell’immagine dell’infanzia è doloroso per Scout ma, credeteci, anche per noi lettori: il nostro Atticus è diventato imperfetto, un uomo del suo tempo, non il cavaliere senza macchia che ricordavamo.

È tradimento o crudo realismo? Se Jean Louise ha saputo vedere suo padre come un uomo fragile come possiamo noi lettori non accettare la complessità del personaggio? Il vero coraggio non è forse saper amare uomini imperfetti?

All’inizio dobbiamo dire di aver percepito Va’, metti una sentinella come una forzatura, quasi un tentativo, da parte di Harper Lee, di offuscare la grandezza morale de Il buio oltre la siepe. Ma scoprire che è stato scritto prima dell’altro ha completamente cambiato la nostra prospettiva: abbiamo iniziato a vedere Il buio oltre la siepe come un sogno, una speranza, una rappresentazione ideale di ciò che non è — ma che vorremmo tanto fosse.

In ogni caso, vi consigliamo vivamente di rispolverare il classico di Harper Lee e di leggere anche questo “nuovo” (ma in realtà precedente) romanzo. È una lettura che lascia domande profonde e spunti su cui meditare.